di Gabriele Guerrieri

Un’edizione speciale, unica nel suo genere quella dei David di Donatello 2020, i più importanti premi del cinema italiano. Carlo Conti è da solo su un palco in una sala vuota, ad accompagnarlo l’immancabile voce di Roberto Pedicini ad annunciare di volta in volta i candidati per ogni categoria. Le stelle del firmamento cinematografico italiano sono collegate da remoto, impossibilitate a presenziare durante la cerimonia di premiazione, causa lockdown. Un’opportunità per entrare nelle case dei nostri beniamini del grande schermo e quasi normalizzare questi divi che mostrano così il loro lato più emotivo e quotidiano.

Un Carlo Conti impacciato dà inizio ad una cerimonia dal ritmo serratissimo che sa di televendita. Legge il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, che quest’anno non ha potuto accogliere al quirinale i candidati. Mattarella ricorda le difficoltà che i lavoratori del settore cinematografico stanno affrontando in questo momento difficile per tutto il Paese e si augura “un’esplosione di creatività come è stato il neorealismo dopo la seconda guerra mondiale”. Sergione nazionale, ci aspettavamo un videomessaggio. Peccato. Anche gli artisti coinvolti in questa edizione chiedono a gran voce che tutte le maestranze del cinema, vera ossatura dell’industria, non vengano dimenticate e che provvedimenti vengano attuati per la loro salvaguardia. Ci pensa il ministro Franceschini (in collegamento), a rassicurare: “lunedì incontrerò il mondo del cinema e insieme stabiliremo come e quando riaprire le sale e i set. Quest’estate le piazze possono diventare grandi arene”. Ce lo auguriamo, perché al cinema, con tutte le dovute precauzione, non vediamo l’ora di tornarci.

Il vero protagonista di questa edizione dei David è Il traditore di Marco Bellocchio. La pellicola, presentata allo scorso Festival di Cannes, ha portato a casa le statuette per Miglior Film, Migliore Sceneggiatura Originale e Miglior Montaggio. Pierfrancesco Favino, strepitoso nel ruolo del traditore del titolo, vince nella categoria Miglior Attore. Irresistibile la gioia dell’attore e di sua moglie, Anna Ferzetti (anche lei candidata quest’anno), che con un bacio al suo partner suggella una delle tante scenette familiare che questa serata di David in videocall ci ha regalato. Niente da fare per il Luca Marinelli di Martin Eden, Coppa Volpi al Festival di Venezia. Sempre per Il traditore, il Miglior Attore Non Protagonista è Luigi Lo Cascio che, visibilmente commosso e festeggiato dai suoi figli che irrompono nell’inquadratura, soffia il premio al favorito della vigilia, Roberto Benigni, il Geppetto di Pinocchio. Ma la favola di Garrone, come facilmente prevedibile, fa incetta di premi tecnici: Migliori Costumi, Acconciature, Trucco, Scenografia ed Effetti Visivi.

Valeria Golino è la Miglior Attrice non protagonista per 5 è il numero perfetto dell’esordiente Igort che, chiamato in causa, si dice onorato di far parte di questo “circo pazzo di fabbricanti di universi”. Il noto fumettista è, infatti, candidato nella categoria Miglior Regista Esordiente, una rosa in cui a spuntarla è Phaim Bhuiyan per Bangla che dedica il premio a “tutti i ragazzi di seconda generazione che con tanti sacrifici ce la stanno facendo. Grazie all’Italia che ci ha dato tanto“.

A bucare lo schermo, ci pensa una vera diva, l’eterea Valeria Bruni Tedeschi che ringrazia per la sua ‘nominazione’ (impossibile non amarla), ma resta a mani vuote. La Miglior Attrice Protagonista è, infatti, Jasmine Trinca,  per La Dea Fortuna di Özpetek, che mostra il cartonato di Angelina Jolie affermando “è il modello di mia figlia che non vuol apparire”, ma che in seguito, però, la abbraccia. Per il medesimo film, Che vita meravigliosa viene proclamata Miglior Canzone. Un anno d’oro per Diodato che, dopo la vittoria al Festival di Sanremo, incassa anche un David di Donatello.
David Speciale per una mattatrice dello spettacolo italiano, la novantanovenne Franca Valeri. E ancora, per celebrare il cinema nostrano, non mancano i ricordi, a cento anni dalla loro nascita, di Alberto Sordi e Federico Fellini, in una cerimonia certamente poco televisiva ed intrattenitiva, ma profondamente simbolica. Emblema di un cinema che vuole rialzarsi e che vuole tornare a farci sognare. E’ con questa volontà e speranza che si chiude la sessantacinquesima edizione dei David di Donatello. O, come ha ironizzato Benigni, dei Co-vid di Donatello.

Di seguito tutti i vincitori dei David di Donatello 2020:

  • Miglior Attrice Non Protagonista: Valeria Golino – 5 è il numero perfetto
  • Migllior direttore della fotografia; Daniele Ciprì – Il Primo Re
  • Miglior sceneggiatura originale; Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo, Francesco La Licata – Il Traditore
  • David delllo spettatore: Il Primo Natale di Ficarrra e Picone
  • Miglior Scenografo; Dimitri Capuani – Pinocchio
  • Miglior Truccatore: Dalia Cooli Mark Coulier – Pinocchio
  • Miglior attore non protagonista; Luigi Lo Cascio – Il Traditore
  • Miglior Musicista; L’orchestra di Piazza Vittorio – Il flauto magico di Piazza Vittorio
  • Miglior sceneggiatura non originale; Maurizo Braucci e Pietro Marcello – Martin Eden
  • Miglior Costumista: Massimo Cantini Parrini – Pinocchio
  • Miglior acconciatore: Francesco Pegoretti – Pinocchio
  • Miglior attore protagonista: Pierfrancesco Favino – Il Traditore
  • Miglior attrice protagonista: Jasmine Trinca – La Dea Fortuna
  • David Speciale a Franca Valeri
  • Miglior Canzone originale; Che vita meravigliosa (La dea fortuna, musiche di Antonio Diodato)
  • Miglior Documentario: Selfie di Agostino Ferrente
  • Miglior regia: Marco Bellocchio – Il Traditore
  • Miglior produttore: Andrea Paris, Matteo Rovere Casa di produzione Groenlandia, Gapbusters, Rai Cinema, VOO, BeTV, Roman Citizenper – Il Primo Re
  • Miglior montatore: Francesca Calvelli – Il Traditore
  • Miglior regista esordiente: Phaim Bhuiyan – Bangla
  • David Giovani: Mio fratello rincorre i dinosari
  • Miglior Cortometraggio: Inverno di Giulio Mastromauro
  • Migliori effetti visivi: Rodolfo Migliari e Theo Demeris – Pinocchio
  • Miglior suono:  Angelo Bonanni D’Onofrio , Mauro Eusepi  e Michele Mazzucco – Il primo re
  • Miglior film straniero: Parasite
  • Miglior film: Il Traditore